CHRIS EVERT -

LA REGINA DEL TENNIS:

LA SUA STORIA
Chris Evert nasce a Ft. Lauderdale il 21 Dicembre 1954. Inizia a giocare all’età di 5 anni sui campi pubblici in terra rossa di Holiday Park. Suo padre, Jimmy Evert, lavora 7 giorni su 7 come tennis pro in quegli stessi campi (oggi a lui intitolati: Jimmy Evert Tennis Center) e trova, nell’insegnare a Chris ed agli altri quattro figli, un modo per stare accanto ad essi. 

“lo ricordo raccomandandoci ‘ Porta la racchetta indietro, girati lateralmente, entra in campo quando colpisci la palla’ : ho ricordato quegli insegnamenti fondamentali sempre!”, dice oggi Chris.

E’ sempre Jimmy ad insegnarle quello che diventerà il marchio di fabbrica di Chris e il colpo che influenzerà generazioni di giocatrici: il rovescio bimane. Un colpo potente che doveva essere solo una soluzione temporanea, racconta Jimmy Evert “perché Chris era troppo piccola e debole per colpire il rovescio con una mano sola . Speravo avrebbe cambiato”. Ed in realtà Chris cambia..ma non il suo rovescio, bensì il modo di giocare a tennis (oggi più del 70% delle top 100 usa il rovescio bimane).

Senza dubbio Jimmy Evert si rivela un eccezionale insegnante, considerato che tutti i suoi cinque figli finiscono per vincere i campionati nazionali juniores. MA parte del successo degli Evert è dovuto al poter essi giocare gli uni contro gli altri. “Avere die fratelli contro i quali competere aiuta a migliorare il proprio gioco” dice Chris. “Basta guardare i MacEnroe o le sorelle Williams”.

Il dover giocare contro la propria sorella, che non amava battere, aiuta Chris a diventare più forte mentalmente. “Doveva concentrarsi sulla palla piuttosto che sul fatto di star giocando contro sua sorella” racconta Jeanne Evert. Se si fosse concentrata solo sulla palla, allora sarei diventata una semplice avversaria e lei sarebbe stata capace, come divenne capace, di concentrarsi solo sulla conquista di ogni singolo punto. “Una delle cose che fa di Chris una così grande campionessa” dice Billie Jean King “ è che non gioca games o set, ma i singoli punti”.

LA sua eccezionale abilità ad isolare ogni singolo punto aiuta Chris a sviluppare un forte “killer instinct”, che lei stessa definisce semplicemente come “la sensazione che, in un dato momento, non c’è niente di più importante che vincere il prossimo punto”.

Avere un padre teaching pro ai locali campi pubblici, ai quali ha costante accesso, e fratelli con i quali allenarsi e contro i quali competere, è senza dubbio il primo segno di predestinazione nella storia di Chris Evert. MA senza dubbio il secondo è la partecipazione, all’età di 10 anni, ad una tennis clinic con Maureen Conolly (la Chris Evert di quegli anni). Chris scambia qualche palla con la Conolly la quale ha modo di indicare come esempio per glia altri ragazzi, gli aspetti del gioco di Chris. Questo ispira Chris a continuare con piena fiducia nelle opportunità che il tennis le poteva offrire.

Grazie ad un duro lavoro ed infinite ore di allenamento e sacrificio, Chrissie si trasforma in una fiera competitrice e diventa la n° 1 nella divisione under 14 femminile. “non appena vinci il primo torneo, il primo trofeo, tutti i sacrifici sono ricompensati” dice la Evert. “Ti senti bene con te stessa. Il tennis mi ha aiutata a trovare un’identità e mi ha fatto sentire qualcuno.”

Questa sensazione cresce quando, un anno più tardi, nel 1970, la quindicenne dilettante Christine Marie Evert fa il suo ingresso in un piccolo torneo in North Carolina e batte la n° 1 del mondo, Margareth Court, con il punteggio di 76 76. LA Court ha appena completato il Grande Slam (impresa riuscita solo 5 volte nella storia del tennis). Tale risultato rimane uno dei più cari a Chris.

LA ragazza è arrivata…ma ci sono ancora più grandi traguardi da raggiungere.

Prossimo traguardo: Forest Hills 1971. Gli Us Open, uno dei quattro tornei dello Slam. Ancora dilettante, la Evert arriva fino alle semifinali del tabellone da 120 giocatrici, battendo tre teste di serie e diventando la più giovane giocatrice a raggiungere le semifinali degli Open americani.

“Tutte le giocatrici che battei quell’anno agli Open lasciarono il campo in lacrime” ricorda Chris delle sue avversarie.

“Allora non c’erano giocatrici di 14, 15, 16 anni come oggi” ricorda Colette Evert, mamma di Chris “lei era l’unica ragazzina sul circuito”.

E’ senza dubbio la sua età, ma ancora di più la sua determinazione (..e i risultati che determina), che catapultano la giovane Evert all’attenzione del pubblico. “Non avrebbero potuto mettere la Evert se non sul centrale, fin dall’inizio” racconta Bud Collins, commentatore NBC per gli US Open 1971 “Il network si rese subito conto che avrebbe attirato un grande pubblico”. Dal secondo turno tutti i match della Evert vengono programmati suo campo centrale.

Alla fine Chris perde in semifinale dalla n° 1 del tabellone ed eventuale vincitrice del torneo, Billie Jean King. MA torna a casa da eroina. Chris ha fatto sapere al mondo che “there’s a new kid in town” Da questa prima apparizione la Evert avrebbe emozionato, per circa vent’anni, le platee negli stadi di tutto il mondo con la sua perseveranza, il suo coraggio ed una perfetta condotta in campo. Quest’ultima diviene lo standard per porre l’integrità personale alla pari con l’importanza della vittoria nella definizione del cuore di un campione.

Jimmy Connors è il primo a conquistare il cuore della campionessa, fidanzandosi con Chris nell’inverno del 1973.Chris Evert e Jimmy Connors sono giovani, attraenti, innamorati, entrambi al vertice del tennis mondiale ed entrambi vincitori del torneo di Wimbledon del 1974.
All’inizio del 1976, dopo un matrimonio annunciato e mai celebrato, la favola del “Match d’Amore” finisce. Il desiderio di entrambi di essere N° 1 del ranking mondiale è più grande della loro volontà di abbandonare il tennis per il matrimonio.

“Se avessi potuto scegliere un primo amore, Jimmy sarebbe senz’altro stata la mia scelta” dice la Evert di Connors, ancora 25 anni dopo. “Perché un po’ di quell’esperienza ti rimane per tutta la vita. Siamo ancora buoni amici”. “Era un match giocato in Paradiso, non sulla Terra. Questa è forse la ragione per cui non è durato” scrive Peter Bodo, giornalista di tennis.

Intanto la Evert diventa professionista nel Dicembre del 1972, in occasione del suo diciottesimo compleanno.

Alla fine del 1974 diventa una delle tre giocatrici (con King e Court) le sole ad avere vinto 100 incontri nella stessa stagione: un record che resiste ancor oggi. L’anno seguente manca tale risultato per soli sei incontri. Sempre nel 1974 vince 55 incontri consecutivi, record imbattuto per 10 anni. E il numero delle vittorie inizia ad essere vertiginoso: vince Wimbledon nel 1974, ’76 ed ’81; vince gli US Open 6 volte in 8 anni tra il 1975 ed il 1982, conquistando 4 edizioni consecutive (1975/’78) e diventando la prima giocatrice dagli anni trenta a riuscire nell’impresa; vince per un numero record di 7 volte il Roland Garros e conquista gli Open d’Australia nel 1982 ed ’84. MA dei suoi 18 titoli del grande Slam, è il primo, Wimbledon 1974, che Chris ricorda di più.

Mentre gli occhi di Jimmy Connors sono costantemente su Chris durante la vittoriosa finale, il padre di Chris, Jimmy, è a casa a Ft. Lauderdale. “Non c’era la diretta Tv nel 1974” ricorda Jimmy “Doveva chiamarmi appena dopo l’incontro. Sentii il telefono squillare, risposi e sentii una voce in lontananza dire ‘ Ho vinto’ e rimasi in silenzio. Allora Chris mi disse ‘Papà, va tutto bene?’, ma ero completamente shockato. Provate ad immaginare la vostra figlia diciannovenne che vi chiama dall’Inghilterra dicendovi di aver appena vinto Wimbledon!”

Al suo arrivo a Wimbledon nel 1972, come giovane studentessa, Chris viene soprannominata “La Principessa di Ghiaccio” dalla stampa inglese. Il termine indica come in quel periodo Chris appaia essere fredda, spietata e senza cuore, cosa che, in campo, è assolutamente vera. Sono gli anni in cui Chris cambia il suo “status”: da sfavorita a n° 1 mondiale (posizione da lei occupata dal 1974 al 1978). Il pubblico, di conseguenza, si raffredda nei confronti della Glaciale Chris.
Ma le vittorie continuano, specialmente sulla terra, sulla quale Chris detiene uno straordinario record di 125 incontri consecutivi vinti, corrispondenti a 24 tornei in 6 anni !!!

“Ero desiderosa di vincere ogni singolo punto!” dice Chris “Tutto era incentrato su: cosa mangerò dopo il match; quanto dormire; chi avrei affrontato e battuto”.

Nel 1976 Chris diventa la prima giocatrice a raggiungere il Milione di dollari di montepremi vinti in carriera. E questo nonostante, prima del 1973, gioca e vince come dilettante, non ritirando i premi in denaro.

Chris è completamente coinvolta emotivamente nell’estenuante vita del circuito. Nel 1978 ha la fortuna di leggere un articolo sulla solitudine della vita da tennista, scritto da un affascinante giocatore inglese. Il suo nome è John Lloyd. Si incontrano, si trovano attratti l’uno dall’altra e sono seriamente innamorati all’inizio del torneo di Wimbledon di quell’anno.

In finale, Chris gioca in modo inusuale nei games verso la fine del match, permettendo a Martina Navratilova di rientrare in partita nel terzo set dopo essere stata avanti 42. Perde il titolo con il punteggio di 26 64 75. Lloyd, naturalmente, pensa che Chris sia troppo dispiaciuta per uscire a cena quella notte, come previsto. Ma quando Chris risponde “Stai scherzando? Certo che andremo fuori” capisce che si tratta di amore.

La coppia si sposa nell’Aprile del 1979.

John inizia ad allenare Chris, sostituendo il padre Jimmy. Con le distrazioni di una vita fuori dal tennis, arriva un periodo di assestamento che comprende la perdita della prima posizione mondiale a favore di Martina Navratilova nel 1979, e l’insoddisfazione per il proprio gioco. Così, all’inizio del 1980 Chris prende una serie di decisioni. Sa di voler giocare e di avere grandi potenzialità per tornare in alto.
Non più per necessità ma per desiderio Chris Evert Lloyd, com’è ora conosciuta, vince il Roland Garros e gli Open Americani quell’anno e, nel 1981, torna ad essere la numero 1 mondiale.

[Pictured left, Chris Evert-Lloyd wins Wimbledon in 1981.]

Una delle sue maggiori vittorie quell’anno è probabilmente il 60 60 inflitto a Martina Navratilova nella finale del torneo di Amelia Island. Il risultato scuote Martina che si è impegnata in un programma di preparazione fisica che ne fa una seria contendente al trono mondiale. Ma la finale di Amelia Island le fa capire che oltre al fisico, per battere Chris, deve sviluppare l’aspetto mentale. .

Da questo momento il suo destino è di curare la propria preparazione ad un livello che cambierà per sempre il tennis femminile.

Il cambiamento della Navratilova rappresenta una grande sfida per l’identità di campionessa di Chris. Martina è 2 anni più giovane, usa racchette in grafite mentre Chris usa ancora la sua Wilson in legno ed è nella migliore forma fisica un’atleta donna sia mai stata. L’unica soddisfazione per Chris in questo momento è, come afferma la commentatrice Mary Carillo “essere cosciente del fatto che gli architetti del gioco di Martina hanno il gioco di Chris in mente”. Martina ha Chris nel mirino ed è affamata di quella supremazia che Chris ha esercitato negli ultimi 10 anni.

Martina domina in modo assoluto il tennis femminile nelle stagioni 1983/84. La Evert aveva battuto Martina in 15 dei 17 scontri diretti tra la primavera del 1975 e la fine del 1977. Poi è il turno di Martina, che vince 13 incontri consecutivi contro Chris.

Dopo una vittoria sfiorata nella finale degli Open statunitensi dell’84 (46 64 64 il punteggio a favore di Martina), poi trasformatasi nella 13^ sconfitta consecutiva per Chris, le due rivali si incontrano in un’esibizione nel Midwest e Chris prende la rete ad ogni occasione battendo Martina con un convincente 62 64.La stagione 1984 si chiude con gli Australian Open, dove Chris vince il suo 1000° incontro in carriera (la prima giocatrice a raggiungere tale risultato) e quindi si aggiudica il titolo, portando la striscia di anni consecutivi in cui vince (almeno) un titolo dello Slam ad 11 (alla fine della carriera gli anni consecutivi saranno 13).

Chris incontra ancora Martina nel gennaio del 1985 nel torneo di Key Biscayne ..e questa volta non si tratta di un’esibizione. hris vince di nuovo 62 64.
In giugno, quattro mesi più tardi, Chris si aggiudica il suo secondo Slam di seguito, battendo ancora Martina in uno degli incontri più drammatici e meglio giocati nella storia del tennis femminile. Chris vince con il punteggio di 63 67 75.

Questo risultato porta Chris a detenere il record assoluto di vittorie nel torneo francese (batterà il suo stesso record l’anno seguente battendo ancora Martina 26 63 63 in un’altra interminabile, drammatica finale per il 7° titolo) e a riconquistare la prima posizione mondiale davanti alla Navratilova.

“Non si trattava semplicemente di un’altra vittoria di Chris su Martina o di un’ennesima vittoria in uno Slam” ricorda Andy Brandi, si trattava di ben altro, di qualcosa di più: la Regina era tornata sul trono. L’emozione di tutti era palpabile”

Chris conserva la prima posizione mondiale fino alla fine dell’anno. A 31 anni sarà la sua ultima volta da n° 1. Ma il Trono è per sempre suo. Ad aggiungere onori ai risultati, nel 1985 la Women Sports Foundation elegge Chris “La più grande Atleta degli ultimi 25 anni”.

Mentre Martina Navratilova e Steffi Graf occupano la prima posizione mondiale fino al ritiro di Chris, quest’ultima le affronta quasi alla pari, dal 1985 al 1989 (anno del ritiro), con un gioco basato sulla consistenza mentale. Questo nonostante abbia 2 anni in più di Martina e quasi il doppi di quelli della Graf.

Grazie alla Navratilova ed alla loro rivalità, Chris prolunga la sua carriera e- mentre spinge Martina a migliorare l’aspetto mentale del suo gioco migliorare i suoi colpi di base- si attiene ad un nuovo regime dietetico ed ad un nuovo programma di allenamento, passa dalla sua racchetta in legno alla grafite e migliora il suo gioco di rete per cercare di contrastare quello di Martina.

Dennis Ralston, coach di Lloyd, diventa l’allenatore di Chris nel 1982, quando il suo gioco si rivela insufficiente a contro quello di Martina. “Il solo modo per battere Martina è tenerla lontana dalla rete” raccomanda Ralston ad una riluttante Chris. E Così, come la stessa Evert ammette “ Dennis mi ha trasformato in una volleatrice migliore, con più tocco, la mano più morbida, e mi ha aiutato con il mio servizio kick”.

Sempre legato a Martina è l’incontro di Chris con l’attuale marito Andy Mill. Chris e John divorziano nel 1986, a causa , per stessa ammissione di Chris, del suo totale impegno nel tennis, che li tiene lontani. “La lontananza non necessariamente rende due cuori più appassionati” sentenza la Evert, attribuendosi tutta la responsabilità per il fallimento del rapporto. Come con Jimmy Connors, anche in questo caso, Chris sceglie il tennis come prima passione e afferma decisamente “John era perfetto. La relazione ha sofferto perché nono avevo abbastanza da dare ad essa dopo il tennis”.

“I miei genitori non mi parlavano (dopo il divorzio) perché amavano talmente John..”rivela Chris ”ed io ero la ‘cattiva ragazza’. Era il 28 dicembre 1986 e Martina mi invitò a passare il Capodanno nella sua casa di Aspen in Colorado. Decisi di andare e lì, ad un party, conobbi Andy.”

Andy Mill è un affascinante e travolgente discesista della squadra olimpica di sci ed è Skiing Pro ad Aspen. “Chris è la peggiore principiante io abbia mai visto. Ad eccezione, forse, di Reggie Jackson” ride Mill.

“Sciava all’indietro, tenendomi le mani, fino a valle” ricorda Chris. Nello stesso modo Andy, con una gentile, convincente e rassicurante presenza, aiuta la Regina a scendere dal Trono del tennis mondiale e iniziare una nuova vita. Così ciò che poteva essere un difficile passaggio per Chris, si rivela un facile e naturale cambio di stile di vita. Chris ed Andy si sposano il 30 Luglio 1988 ed hanno ora tre bambini.

Chris ringrazia Martina per averle presentato il suo futuro consorte, battendola 36 61 76 nella finale del torneo di Houston del 1987, nel primo torneo nel quale il cognome Lloyd non segue quello Evert.

L’ultima vittoria di Chris in un torneo è agli Us Open del 1989, il torneo nel quale tutto ebbe inizio. Chris batte Monica Seles 60 62 in uno dei più limpidi, punitivi e ben giocati incontri della sua ventennale carriera, che Chris finisce con la più alta percentuale di vittorie nella storia del tennis (femminile e maschile)
“Sono così contenta di essere entrata nel mondo del tennis in quel dato momento, con Arthur Ashe, Billie Jean King e Stan Smith come modelli. Ed accanto a me c’erano giocatori come Bjorn (Borg) e Jimmy (Connors) e Martina. Era il Boom del tennis,: eravamo Molto vicini ai nostri fans ed avevamo abbastanza soldi. Ora tutto è diverso. Probabilmente è tutto più professionale, ma non vedo amicizia, legami”.

“Chrissie era una donna stupenda, che praticava uno sport stupendo in una stupenda maniera. Ecco perché l’America si innamorò di lei” dichiara Tom Friend del Washington Post. Ma l’ammirazione per Chris e senz’altro propria di tutto il mondo. Come ebbe modo di dire Brian Tobin, Vice Presidente della Federazione Internazionale Tennis: “Chris non è solo una signora campionessa ma una cammpionessa signora”

Nel 1995 Chris Evert diviene la quarta atleta ad essere eletta unanimemente nella International Tennis Hall of Fame”