Evert/Navratilova:

LA PIU’ GRANDE RIVALITA’ DELLO SPORT
Who was the best singles player
in women’s tennis history?

“Martina Navratilova è la miglior giocatrice di doppio di tutti i tempi”
- Chris Evert.
 

 

 

 

 

 

 

Evert wins 6-0 6-4 over Navratilova in the finals of the 1988 Virginia Slims of Houston.

Ogni sport ha bisogno di rivalità. Le grandi rivalità creano attesa tra i tifosi così come tra i giocatori, aumentano l’interesse verso lo sport di nuovi appassionati che leggono di scontri titanici nelle pagine sportive dei giornali locali e infine i rivali possono rappresentare, nel più classico degli scontri, le forze opposte dell’universo. A volte le rivalità elevano il livello dello sport nel momento in cui ogni giocatore lavora per migliorare se stesso e per cercare di dimostrare di essere il migliore.

La boxe ha avuto Ali e Frazier, il golf Nicklaus e Palmer, il baseball Williams e DiMaggio, la NBA Bird e Magic, il tennis ha avuto Borg e McEnroe ma soprattutto ha avuto l’epico scontro tra Chris Evert e Martina Navratilova. Per porre le due rivalità nella giusta prospettiva considerate che McEnroe e Borg si sono incontrati 14 volte, Chris e Martina 80.

Definita “La rivalità del secolo” dallo scrittore sportivo Bud Collins, è durata dal 1973 al 1988 ed è considerata da molti come la più grande rivalità nella storia dello sport.

“Non sono mai esistiti due rivali che si sono scontrati tante volte quanto Chris e Martina. Non accadrà di nuovo. 80 volte! Quali 2 pugili, quali 2 squadre di baseball, quali 2 rivali in qualsiasi sport potranno incontrarsi 80 volte in un periodo lungo più di 18 anni, ad un livello qualitativo così alto?” si domanda l’analista sportiva Mary Carillo.
La rivalità tra Chris e Martina si è arricchita del contrasto tra le personalità delle due protagoniste, contrasto che si manifestava anche nei loro differenti stili di gioco. La Evert, l’immagine della consistenza e della pazienza, colpi base implacabilmente piazzati e una volontà d’acciaio che si rafforzava con l’aumentare della pressione.

La Navratilova, emotiva, implacabilmente aggressiva donna guerriera, attaccava ad ogni opportunità e discuteva le chiamate del giudice di linea mentre scherzava con i fans.

“i suoi fans apprezzavano ciò che lei rappresentava ed i miei fans apprezzavano ciò che io rappresentavo” racconta Chris. “Si trattava di come apparivamo, ci comportavamo, il nostro stile, da dove provenivamo”.

Da queste differenze fiorì una rimarchevole simbiosi, che stimolava ognuna delle due con i miglioramenti che ogni anno produceva nel loro gioco e, di conseguenza, nel gioco di tutte le altre. “Come innalzarono il livello del loro gioco, così innalzarono il livello di tutto lo sport” afferma Mary Carillo.

Infatti se Billie Jean King ha fatto nascere il circuito professionista femminile, queste due campionesse hanno lealmente sostenuto, sulle loro spalle, tutto il peso del suo futuro per oltre 10 anni: per essere considerato un successo, un torneo doveva avere Martina o Chris, o entrambe, in tabellone.

La rivalità ha anche avuto una piacevole dose di cameratismo: Evert e Navratilova hanno vinto insieme il doppio a Wimbledon nel 1976 e agli Internazionali di Francia nel 1975; la maestra del fondocampo fece squadra con la fanatica del servie-and-volley in una alleanza che sicuramente apparve quasi iniqua. Chris e Martina erano davvero molto amiche.

Ma sarebbe limitativo della completezza e complessità di questa rivalità pretendere che fosse tutta gran gioco e sportività.

C’è stata anche una parte molto buia nell’incontro/scontro di queste due grandi campionesse. Fu quando Martina si affidò alle cure di Nancy Lieberman, allenatrice di basket. Quest’ultima insegnò a Martina ad odiare Chris per batterla. Per ammissione della stessa Martina, doveva visualizzare Chris come “la nemica” durante gli allenamenti. Fu così che per almeno due anni, agli inizi degli anni ’80, Chris e Martina si parlavano raramente..e quando lo facevano non era certo in maniera lusinghiera.

A dire di Mary Carillo “Chris può certo avere piacere, un perverso piacere, dal fatto che gli architetti che costruirono il gioco di Martina avevano il suo proprio gioco in mente. Chris aveva eccezionali colpi fondamentali ed un incredibile passante su entrambi i lati del campo”.

Chris rimase ferita dal fatto che la loro amicizia fosse stata così completamente distrutta da Martina per il desiderio di quest’ultima di diventare la numero uno del mondo, trasformando le sfide di uno sport competitivo in una vendetta personale, basata semplicemente sul fatto che Chris aveva dominato i primi incontri con la Navratilova…e tutto il tennis femminile. Dopotutto, la Evert non aveva raggiunto il top con l’odio verso le sue avversarie: semplicemente mise alla prova se stessa e si migliorò ed i risultati arrivarono di conseguenza.

Bill Russell ha parlato eloquentemente della sua rivalità con Wilt Chamberlain affermando: “ Non c’era una rivalità tra noi; c’era una competizione genuinamente fiera, basata sull’amicizia ed il rispetto. Semplicemente amavano giocare l’uno contro l’altro. L’intensità della competizione ci ha legati in un’amicizia eterna. Amavamo la competizione.”
Ed in tutta franchezza, Chris capiva la necessità di certe barriere in una rivalità. “ E’ molto difficile quando si vuole entrambe essere n°1. Non vuoi essere emotivamente nella testa di qualcun altro quando sei in competizione con lui e viceversa, non vuoi che nessuno entri nella tua testa”.

Una volta che Martina fu sicura del suo posto nella storia del tennis, e che, insieme a Chris, dovette affrontare il cambio della guardia per mano di Steffi Graf, le due campionesse tornarono ad essere amiche.

È interessante notare alcuni trends nel testa a testa tra Chris e Martina. Nei loro primi 50 incontri, Martina vinse 20 volte, ma 18 di queste 20 vittorie furono sull’erba o su campi indoor. L’erba è sempre stata la superficie preferita da Martina, perfetta per il suo stile, ed i campi indoor hanno prodotto le sconfitte in carriera di Chris, in numero drammaticamente superiore di quattro volte rispetto ad ogni altra superficie. Chris è semplicemente una di quelle persone la cui vista, per un millesimo di secondo, tende a perdere la traccia della palla con le luci indoor, determinandone un ritardo sulla palla. Questo certamente non l’ha scoraggiata dal giocare tornei indoor, ma è sull’erba, la terra ed il cemento che i risultati della Evert dimostrano di quale gioco essa sia capace.

Nella fase finale della loro carriera il trend si ripete: nei loro ultimi 8 matches, Martina vinse 5 volte sempre sull’erba o indoor. Chris vinse invece entrambi gli incontri sul cemento e l’unico incontro giocato sulla terra, perdendo complessivamente solo 14 giochi nei tre matches vincenti.

La Navratilova è in vantaggio con 43 vittorie a 37, ma, di nuovo, i numeri raccontano solo una parte della storia. L’analisi dei risultati della rivalità dicono molto di più sulla consistenza di Chris lungo tutta la sua carriera e mettono in evidenza l’incapacità di Martina di raggiungere le semifinale e le finali che invece Chris vinceva (naturalmente contro altre giocatrici) negli anni ’70, in particolare nel 1974 e 1976. Parte della gloria della striscia vincente di Martina contro Chris, nel 1983-’84, deriva dal fatto che Chris era abbastanza consistente da raggiungere le finali nelle quali veniva però battuta da Martina, nel suo periodo di dominazione, e aggiungeva così risultati alle statistiche vincenti della sua avversaria. Martina non restituì il favore e così l’opportunità di Chris di battere Martina nella fase iniziale della loro rivalità non si è verificata.

Va comunque notato che, durante le stagioni 1983-’84, Chris aveva già 29 anni (la Graf si è ritirata a 30 anni), e due anni in più di Martina, la qual cosa rappresenta per quest’ultima, un notevole vantaggio! (provate a mettere una Evert del 1985 contro una Navratilova del 1987 ed il risultato sarà: Gioco, Partita, Incontro Evert). Per di più, Martina era già passata alle racchette in grafite mentre Chris ancora giocava con quelle in legno. Senza dubbio nessun giocatore oggi vorrebbe azzardare un match grafite contro legno, ma allora non era ancora così evidente che grande vantaggio il materiale di una racchetta (e la misura del piatto corde) avrebbe potuto determinare, soprattutto quando chi giocava con la grafite aveva un gioco basato sulla potenza.

Un altro aspetto che le statistiche relative alla rivalità Evert/ Navratilova non considerano è che Chris e Martina hanno giocato il maggior numero di sfide sulla peggiore superficie per Chris (indoor) , per il semplice fatto chr Chris giocava i tornei dell’intera stagione, non rinunciando a determinati di essi per il solo fatto che la superficie sulla quale si giocavano fosse poco adatta al suo tipo di gioco. Chris amava le sfide ed aveva la dignità come prima regola. Martina ha battuto Chris sulla terra solo 3 volte in 20 anni ed anche questo risultato rappresenta un aspetto poco approffondito delle statistiche: la Navratilova, ogni anno, saltava l’intera stagione sulla terra.
Mentre può sembrare presuntuoso affermare che Martina cercava di fuggire da potenzaili occasioni di sconfitta da parte di Chris, rimane comunque il fatto che quando Chris si ritirò, magicamente Martina iniziò a partecipare a tutti quegli stessi tornei che aveva precedentemente evitato .

Insomma, la domanda “ Chi è stata la migliore?” tornerà ed in ultima analisi la risposta dipenderà più che altro da ciò che gli spettatori penseranno sia importante in un giocatore di tennis, da ciò che considereranno bello e veritiero. Come la storia racconta Chris e Martina hanno rappresentato i due opposti estremi.

“Penso che alla fine” riflette Chris “ abbiamo entrambe capito che ci siamo spinte a vicenda rendendoci l’un l’altra giocatrici migliori”.

Le due campionesse hanno terminato la loro rivalità sportiva con il ritiro di Chris nel 1989 e con un eguale numero di tornei dello Slam vinti: 18. E hanno concluso questa grande storia di sport come amiche. Chris ha incontrato il suo compagno di vita, Andy Mill, mentre era ospite di Martina ad Aspen.

Chris e Martina sono state inestricabilmente intrecciate durante tutta la loro carriera e non meraviglia dunque, che esse si siano ritrovate anche vicine di casa ad Aspen. La Evert scherza su questo fatto affermado “Pare che non riusciamo a scrollarci di dosso l’una dall’altra”
The greatest rivalry in the history of sport.

 

Martina Navratilova and Chris Evert, enjoying Wimbledon from their seats in the audience, 1999.

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